Anche quest’anno Visarte Ticino invita calorosamente tutte le artiste e tutti gli artisti attivi del Ticino — socie, soci e non associati — a partecipare all’iniziativa Atelier Aperti, contribuendo alla costruzione di un percorso condiviso di studi visitabili diffusi sul territorio ticinese.
Per l’occasione è stata realizzata una mappa dedicata ai luoghi in cui le artiste e gli artisti partecipanti apriranno i propri atelier al pubblico, facilitando l’esplorazione del territorio, gli incontri e la scoperta diretta degli spazi di lavoro e delle ricerche artistiche contemporanee.
L’immagine della porta di Duchamp funziona qui come una metafora particolarmente pertinente per gli Atelier Aperti, perché concentra in un segno semplice tutta una riflessione sull’accesso, il passaggio e la soglia.
La porta, per sua natura, non è un oggetto neutro: è un dispositivo che separa e allo stesso tempo mette in relazione due spazi. Può essere chiusa o aperta, può nascondere o rivelare, ma soprattutto implica sempre la possibilità di attraversamento. In questo senso, la porta diventa una figura perfetta per rappresentare l’idea di atelier aperto al pubblico: non più spazio esclusivo e introverso, ma luogo che si offre come esperienza, incontro e scambio.
Il riferimento a Marcel Duchamp rafforza ulteriormente questo significato. Nella sua pratica, la soglia non è mai solo fisica ma anche concettuale: ciò che conta non è solo ciò che si vede, ma il gesto mentale che trasforma un oggetto o una situazione in qualcosa di diverso. La porta, letta in chiave duchampiana, non è quindi solo un elemento architettonico, ma un invito a cambiare stato percettivo: da spettatore a partecipante, da esterno a interno, da osservatore a interlocutore.
Usare questa immagine per gli Atelier Aperti significa quindi sottolineare che non si tratta semplicemente di “entrare in uno spazio”, ma di attraversare una soglia culturale: quella tra produzione e fruizione, tra intimità del lavoro e condivisione pubblica, tra invisibile e visibile.